Rinuncia alla causa, gli onorari di avvocato vanno sempre pagati

Le parti di una causa che abbiano raggiunto un accordo transattivo su una vertenza giudiziaria sono tenute, solidalmente, al pagamento degli onorari degli avvocati.

Il versamento degli onorari è dovuto anche nel caso di accordo stipulato dalle stesse parti, con o senza l’intervento del giudice o l’ausilio dei patroni, col quale si preveda il semplice abbandono della causa dal ruolo o la rinuncia rituale agli atti del giudizio, con conseguente estinzione del processo.

E’ quanto sottolineato dalla Corte di cassazione, Seconda sezione civile, nel testo dell’ordinanza n. 184 dell’8 gennaio 2018, pronunciata con riferimento alla vicenda in cui un avvocato aveva citato dei clienti in favore dei quali aveva prestato il proprio patrocinio in due giudizi civili, giudizi che, in corso di causa, erano stati transatti ed abbandonati senza che al legale fossero stati, poi, corrisposti i compensi per l’attività dallo stesso posta in essere.

Nella specie, è stata confermata la decisione con cui la Corte d’appello aveva ritenuto che, ai fini del pagamento del compenso per l’attività professionale svolta, il legale non avesse l’onere di fornire la prova di una vera e propria transazione intervenuta tra le parti, in quanto l’accordo transattivo poteva desumersi anche dall’estinzione del giudizio per rinuncia agli atti.

LEGGE DI BILANCIO PORTA NOVITA’PER PROFESSIONISTI E CASSE PRIVATE

Tutela degli investimenti delle casse previdenziali private, esclusione di queste ultime, a decorrere dal 2020, dalle norme di contenimento delle spese, privilegio generale sui mobili per le retribuzioni dei professionisti, compresi il contributo integrativo da versare alle Casse di previdenza e il credito di rivalsa per l’imposta sul valore aggiunto.

Sono queste alcune delle novità contenute nella Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/2017), che vengono evidenziate da Cassa Forense in una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale, attraverso cui il presidente dell’Ente di previdenza degli avvocati, Nunzio Luciano, esprime la propria soddisfazione sui principi ivi sanciti, ritenuti “fondamentali” per le casse dei professionisti e per il mondo delle professioni in generale.

Tutela per gli investimenti delle Casse

Viene fatto riferimento, in primo luogo, alla previsione che, a tutela degli investimenti delle casse previdenziali, sottrae i medesimi dal rischio di fallimento delle banche e dalla disciplina del bail-in.

E’, infatti, il comma 182 dell’articolo 1 della Legge a sancire, espressamente, che “i valori e le disponibilità” affidati in gestione dalle associazioni e dalle fondazioni di cui al D.Lgs. n. 509/94, compresi quelli di cui al D.Lgs. n. 103/96, “costituiscono in ogni caso patrimonio separato e autonomo e non possono essere distratti dal fine al quale sono stati destinati, né formare oggetto di esecuzione sia da parte dei creditori dei soggetti gestori, sia da parte di rappresentanti dei creditori stessi, né possono essere coinvolti nelle procedure concorsuali che riguardano il gestore”.

Esclusione dalla spending review

Segnalata anche l’esclusione degli Enti di previdenza privati, a decorrere dal 2020, dalle norme della cosiddetta spending review, previste per le amministrazioni pubbliche.

In questo caso, è il comma 183 dell’articolo 1 a prevedere che “Agli enti di diritto privato di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, a decorrere dall’anno 2020 non si applicano le norme di contenimento delle spese previste a carico degli altri soggetti inclusi nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, individuate dall’Istituto nazionale di statistica”.

Sul punto, il presidente Luciano evidenzia la battaglia portata avanti, per anni, da Cassa Forense, unitamente alle altre Casse riunite nell’Adepp, al fine di affermare – si legge nella nota – “la diversità giuridica degli Enti di previdenza privati dagli altri soggetti dell’elenco Istat, affinché sia riconosciuto il principio della loro completa autonomia gestionale, organizzativa e contabile, essendo le Casse fondazioni di diritto privato che non devono essere assoggettate alle disposizioni previste per le pubbliche amministrazioni”.

Privilegio generale sui mobili

A seguire, la Cassa evidenzia la misura contenuta nel comma 474 dell’articolo 1, che prevede l’estensione del privilegio generale sui mobili, previsto dall’articolo 2751 bis del Codice civile, alle retribuzioni dei professionisti, “compresi il contributo integrativo da versare alla rispettiva Cassa di previdenza ed assistenza e il credito di rivalsa per l’imposta sul valore aggiunto”.

Ricordati, per finire, gli interventi che hanno interessato il fondo per l’innovazione sociale, l’ equo compenso dei professionisti, la disposizione che, relativamente alla professione forense e a quella odontoiatrica, prevede che il reddito da capitale delle Stp debba essere assoggettato alla contribuzione integrativa.

Tutte novità per le quali ha assunto grande importanza – sottolinea Cassa Forense – “l’approccio unitario e condiviso che gli Enti previdenziali hanno avuto finora, in questo lungo e difficile cammino, che ha portato a risultati molto significativi”.

specializzazioni-forensi-bocciate-anche-dal-consiglio-di-stato

Gli elementi di criticità del provvedimento riguardano in particolare la suddivisione dei settori di specializzazione che appare generica e arbitraria e la mancata specificazione del contenuto e delle modalità di svolgimento del previsto colloquio innanzi al Consiglio Nazionale Forense.
Per il segretario dell’Associazione Nazionale Forense, Luigi Pansini, la vicenda impone di “ripartire con un’idea seria di specializzazione”, intesa quale strumento per rafforzare le qualità delle prestazioni professionali dei legali, e per garantire agli utenti la qualità e la preparazione necessarie per la tutela dei diritti. Lo stesso Segretario, ribadendo la disponibilità di ANF al Ministro Orlando, ha evidenziato che “le specializzazioni sono un patrimonio dell’intera Avvocatura”.

Per Pansini si rende quindi necessario formulare una seria proposta di specializzazione dell’Avvocato che tenga conto degli elementi di forza comunque emersi nella vicenda giudiziaria in questione, dove è risultato chiaro che, in materia di organizzazione dei corsi, non esistono riserve esclusive in capo al Consiglio Nazionale Forense e ai consigli dell’ordine. Nulla vieta, infatti, ad altri enti, quali le scuole o i promotori di corsi di alta formazione, di proporre ed organizzare corsi di specializzazione rivolti ad avvocati.

L’Unione delle Camere Penali, pur essendo intervenuta a sostegno dell’impugnazione del Ministero che è stata respinta, ha affermato di ritenersi comunque soddisfatta del provvedimento in quanto il Consiglio di Stato ha ribadito non solo la legittimità e l’importanza delle specializzazioni forensi ai fini della qualificazione professionale dell’avvocato, ma anche la sua corretta attuazione rispetto a quanto previsto dalla legge professionale con il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dalle Associazioni specialistiche.

MODIFICHE DEL DECRETO LEGGE FISCALE 2017

Stalking, polizza avvocati e confisca, novità dalla conversione del Decreto fiscale

La Legge n. 172 del 4 dicembre 2017, di conversione, con modificazioni, del Decreto-legge n. 148/2017 (cosiddetto decreto legge fiscale) è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 5 dicembre 2017, unitamente al testo di quest’ultimo decreto, coordinato con la legge di conversione medesima.
Il provvedimento di conversione, oltre a contenere “disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili” introduce una modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie.
Niente estinzione per riparazione nei casi di stalking
Nel dettaglio, l’articolo 162-ter del Codice penale, appunto sulla estinzione del reato per condotte riparatorie, viene integrato con l’aggiunta di un comma che espressamente esclude l’applicazione del nuovo istituto ai casi di cui all’articolo 612-bis ed, ossia, di atti persecutori e stalking.
Tra le altre novità introdotte in sede di conversione, si segnalano le misure su assicurazione obbligatoria avvocati, confisca allargata ed equo compenso.
Assicurazione obbligatoria avvocati, copertura infortuni
Con rifermento alle disposizioni in materia di assicurazione professionale obbligatoria degli avvocati, si segnala la modifica che interessa il comma 2, articolo 12 della Legge n. 247/2012 (Legge ordinamentale forense).
In detto comma, che letteralmente sancisce “All’avvocato, all’associazione o alla società tra professionisti è fatto obbligo di stipulare, anche per il tramite delle associazioni e degli enti previdenziali forensi, apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a se’ e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attività svolta nell’esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualità di sostituto o di collaboratore esterno occasionale” sono espressamente soppresse le parole “a sé e” riferite alla previsione dell’obbligo assicurativo infortuni.
Ne discende che la polizza infortuni sarà obbligatoria solo per la copertura dei collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attività svolta nell’esercizio della professione e non più per coprire gli infortuni che dovessero derivare, appunto, “a sé”, ossia al professionista medesimo.
Confisca allargata
Per quel che riguarda la materia della confisca allargata, la Legge dispone la sostituzione del comma 1 dell’articolo 12-sexies del Decreto-legge n. 306/1992, sancendo la possibilità di disposizione di detta misura in tutti i casi di sproporzione tra reddito dichiarato e disponibilità dei beni.
Nell’elenco dei reati presupposto per l’applicazione di tale confisca vengono poi introdotte anche le condotte di falso nummario, di indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento, dei delitti commessi con finalità di terrorismo internazionale e di alcuni reati informatici, quando le condotte di reato riguardino tre o più sistemi informatici
L’uso della confisca può essere disposto anche nei casi di corruzione tra privati.
Nelle intenzioni governative, l’intervento da ultimo introdotto mira ad assicurare un adeguamento di tale strumento alle norme europee volte a reprimere le condotte corruttive dei vertici delle società.
Equo compenso avvocati e dei professionisti
Per ultimo, ma di sicuro prioritario interesse, si ricorda l’intervento sull’equo compenso degli avvocati le cui disposizioni sono rese applicabili, in quanto compatibili, anche alle prestazioni rese dagli altri professionisti.
La Legge di conversione è entrata in vigore il 6 dicembre 2017, giorno successivo a quello della relativa pubblicazione.

ESAMI AVVOCATI 2017

Pubblicato il Decreto

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale – serie speciale, concorsi ed esami n. 64 del 25 agosto 2017 – il Decreto del 19 luglio 2017, relativo alla Sessione di esami per l’iscrizione negli albi degli Avvocati – anno 2017.

Le prove scritte avranno luogo, presso le sedi delle Corti d’Appello indicate all’art. 1 del Decreto, nelle date del 12, 13 e 14 dicembre 2017. La domanda di partecipazione deve essere inoltrata entro il 13 novembre 2017, esclusivamente per via telematica – diversamente, la domanda sarà irricevibile – secondo le modalità dettagliatamente descritte all’art. 4 medesimo Decreto.

BANDO CASSA PER I GIOVANI AVVOCATI FINO AI 35 ANNI

http://www.cassaforense.it/cassa-forense-archivio/bando-prestiti-agli-iscritti-under-35/

Cassa Forense rende nota l’indizione, per l’anno 2017, di un bando volto all’erogazione di prestiti, per importi da 5mila euro a 15mila euro, con rimborsabilità fino a 5 anni, in favore dei giovani avvocati fino a 35 anni di età, iscritti alla Cassa.
E’ quanto si apprende da un comunicato a firma del Presidente dell’Ente di previdenza degli avvocati, Nunzio Luciano, in cui viene spiegato che l’iniziativa, promossa nell’ambito delle prestazioni a sostegno della professione di cui al nuovo Regolamento per l’erogazione dell’assistenza, intende facilitare “l’accesso dei giovani avvocati, nei primi anni di esercizio dell’attività professionale, al mercato del credito, al fine di poter far fronte alle spese di avviamento dello studio professionale”.
Nella nota, viene sottolineato, altresì, che l’intervento in oggetto, si sostanzia nell’abbattimento al 100% degli interessi passivi, che verranno versati dalla Cassa all’Istituto di credito. Tutto ciò – viene specificato – fermo restando che la delibera di ammissione al prestito è demandata all’insindacabile giudizio della Banca Popolare di Sondrio.
Inoltre, per gli iscritti con reddito professionale sotto le 10mila euro, l’Ente di previdenza dei legali precisa che fornirà apposita garanzia fideiussoria per l’accesso al credito stesso, fino ad esaurimento dell’importo a tal fine stanziato pari a 2 miloni di euro.
Modalità per la richiesta del prestito
Viene, infine, specificato che le domande di prestito devono essere inoltrate esclusivamente on-line, a pena di inammissibilità delle medesime. Questo, tramite apposito accesso riservato sul sito della Cassa, da effettuare entro il 31 ottobre 2017, salvo chiusura anticipata in caso di esaurimento dei fondi (10 milioni di euro).
L’Ente di previdenza, verificato il possesso dei requisiti minimi previsti dal bando, curerà la trasmissione delle relative istanze alla Banca Popolare di Sondrio per l’ulteriore istruttoria di competenza.
Le richieste – viene spiegato in conclusione nel comunicato – saranno evase in ordine di data di presentazione della domanda e fino ad esaurimento del fondo stanziato per il 2017.
 

L’Avvocatura esprime di nuovo tutte le sue preoccupazioni in ordine al Ddl Concorrenza, che lo scorso 3 maggio 2017 ha ottenuto il sì del Senato e che ora procede spedito al vaglio della Camera. Così i rappresentati del Consiglio nazionale forense e dell’Organismo congressuale forense – riuniti in un tavolo tecnico per valutare i contenuti della legge – chiedono congiuntamente al legislatore ed ai Ministeri competenti, di prendere in considerazione le correzioni proposte sulla disciplina delle società di avvocati e sulle nuove norme in materia di contenziosi con le compagnie assicurative.

Società di avvocati: i rischi del socio di capitale

Per quanto riguarda, in particolare, le nuove società di avvocati, si segnala ancora il rischio che la presenza, pur minoritaria, di soci di capitale non professionisti presso gli studi legali, possa seriamente minare l’autonomia e l’indipendenza della professione forense; tanto più perché il Ddl concorrenza, nell’attuale versione, non esclude affatto che le predette società possano svolgere la loro attività in favore o nell’interesse di questi stessi soci di capitale. Così come non esclude nemmeno la partecipazione di soci non professionisti privi dei requisiti minimi di onorabilità o che abbiano riportato condanne definitive per pene superiori a due anni di reclusione (limiti invece previsti per le società costituite da altre categorie di professionisti). In tal senso, non si possono certo ignorare – a parere dell’Avvocatura – tutti i pregiudizi che possano derivare ai clienti dalla mortificazione delle loro aspettative nei confronti degli avvocati, considerati custodi della tutela di tutti i diritti e delle garanzie fondamentali (e non degli interessi dei poteri forti).

Controversie Rc auto: cittadini penalizzati, assicurazioni favorite

Passando invece alle controversie con le assicurazioni, l’Avvocatura censura, in particolare, le disposizioni del Ddl concorrenza che prevedono l’indicazione dei nominativi di tutti testimoni, da parte del denunciante, già dal primo atto con cui comunica il sinistro alla compagnia; di modo ché eventuali successivi testimoni non potranno concorrere a fornire la prova in giudizio. E lo squilibrio/penalizzazione per i cittadini è ancora più evidente laddove i medesimi vincoli non sono invece previsti per le compagnie assicurative.

Alla luce di tutto ciò, su entrambe le questioni sollevate, Cnf ed Ocf si rivolgono dunque alle Commissioni della Camera ed ai Ministri competenti (Finanze e attività produttive) affinché, in questo ulteriore passaggio legislativo, accolgano gli emendamenti e le richieste di stralcio del suddetto tavolo tecnico e non facciano passare un testo di legge tanto squilibrato a favore delle parti forti, con sacrificio di alcuni fondamentali diritti dei cittadini.

Iniziativa Camera Penale di Parma:

“Cari Colleghi,
La raccolta firme continuerà nei giorni 17, 23, 24 e 31 maggio e 7 giugno nell’atrio del Palazzo del Tribunale Civile.
Vi chiedo di veicolare ai Vostri iscritti l’informazione.
Vi aspetto.
Un caro saluto.
Valentina Tuccari”